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domenica 18 settembre 2016

L'ILLUMINAZIONE NEGLI STAND - Un aspetto importante spesso sottovalutato

Chiunque abbia fatto un giro in fiera sa quanto uno stand ben illuminato si faccia notare rispetto ad uno illuminato male.
Questo affermazione risulta banale, ma quante volte esaminando il progetto del tuo stand sei stato molto attento ai prodotti da esporre, alla posizione dei loghi, alle comunicazioni, ma hai tralasciamo l'aspetto illuminotecnico?

D'altronde questa è una mancanza tutta italiana, a partire dalla facoltà di Architettura (almeno ai miei tempi) non era obbligatorio neanche un esame di illuminotecnica.

Cerchiamo di colmare questa lacuna dando alcune informazioni pratiche.


Gli aspetti che sarà meglio verificare quando analizzerai il progetto del tuo stand saranno i seguenti:

Intensità della luce: Si misura in Lumen.
Una abitudine errata, radicata negli anni, tendeva a usare i Watt che in realtà sono una misura legata unicamente al consumo elettrico.
Anni fa con le lampadine ad incandescenza si sapeva quanta luce faceva una lampada da 60W rispetto ad una da 100W.
Ora con l'illuminazione a Led i consumi si sono ridotti considerevolmente e la vecchia abitudine, ormai consolidata, ha perso ogni riferimento. La confusione regna sovrana!
Tabella di conversione Watt - Lumen:







Chiedi sempre quanti lumen emettono i corpi illuminanti installati nello stand!



Il colore della Luce: Si misura in Gradi Kelvin.
Come vedi dallo schema la luce varia in base al tipo di lampada che si usa e normalmente gli allestitori (se non hanno indicazioni precise) usano le luci che hanno in magazzino con il risultato di avere uno stand con luci gialle (calde) mischiate a luci fredde (bianche).
A meno che non sia voluto, allo scopo di differenziare zone diverse all'interno dello stand, l'utilizzo di luci con colori diversi non è mai bello.

In base alla mia esperienza normalmente la luce fredda (dai 5000° ai 6500° K) viene utilizzata negli stand dove i prodotti esposti appartengono all'area tecnica mentre la luce calda (dai 2700° ai 4000° K) risulta più intima, più rilassante e potrebbe venire utilizzata nel campo degli alimentari ed artigianato.
Ovviamente in fase di progettazione ogni soluzione potrà essere possibile purchè sia una scelta consapevole e non casuale.






Angolo di apertura del corpo illuminante: E' il valore in gradi che differenzia un faretto con luce puntiforme da uno con luce diffusa.

Questo valore è molto importante per illuminare al meglio ambienti aperti che hanno bisogno di luce diffusa rispetto ad ambienti espositivi dove il singolo oggetto deve essere messo in primo piano.
E' gestendo questi valori che possiamo creare ambienti di tipo museale o di tipo relazionale.
In fiera l'illuminazione corretta dei vostri prodotti esposti può e deve fare la differenza come anche l'illuminazione dell'area dove intrattenere rapporti con i vostri futuri clienti.

Questa breve guida ha lo scopo di fornire gli elementi utili per poter capire al meglio il progetto che ti viene presentato. Fai domande a chi ti presenta il progetto e se ti rendi conto che l'illuminazione non è stata studiata al meglio chiediti se proseguire con quel fornitore.
Troppo spesso si vedono in fiera stand strutturalmente impegnativi ma senza nessuno studio illuminotecnico e purtroppo i risultati sono deludenti.
Se consideriamo che uno stand illuminato bene costa esattamente la stessa cifra di uno illuminato male ci rendiamo conto di quanto sia importante questo aspetto.

Attendo vostri commenti, critiche e suggerimenti!

Per approfondire questi ed altri argomenti nell'ambito delle fiere vienici a trovare su: www.studioallestimenti.blogspot.it

a presto!
Arch. Matteo Calvi

www.standallestimenti.it

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