Blog finalizzato all'esame di tutti gli aspetti riguardanti gli Allestimenti fieristici.

sabato 24 settembre 2016

ALLESTITORE ABITUALE, PRO E CONTRO

Passando molto tempo in fiera a contatto con chi espone ho individuato due macro categorie:

- Chi è incrollabilmente legato al proprio allestitore nel bene o nel male.

- Chi è sempre interessato a nuove proposte, a nuovi progetti ed in base alle esigenze di comunicazione e della fiera è disposto ad analizzare nuovi partner


Spesso mi sono chiesto quale possa essere la strada giusta.

Non posso dire che affidarsi ad un allestitore, che dopo anni di lavoro con te conosce le esigenze della tua azienda, sia la scelta sbagliata. Sicuramente è la scelta più comoda (non hai bisogno di spiegare tutto nuovamente al nuovo allestitore) gli dai la pianta della fiera e lui adatta il tuo vecchio stand alla nuova area. Bisogna però stare attenti che, con il passare degli anni, le attenzioni ai dettagli e alle finiture non vadano sempre più diminuendo!

Cambiare allestitore vuole dire rimettere tutte le carte in gioco, ricercare il partner giusto, spiegargli tutto, analizzare nuovi progetti e correggere le inesattezze che inevitabilmente un nuovo partner commette. Per contro la cura dello stand quasi sicuramente sarà migliore in quanto l'allestitore farà di tutto per iniziare con il piede giusto un rapporto con il nuovo cliente.

Il mio non vuole essere una esortazione a cambiare allestitore spesso! Io stesso collaboro da anni con i miei clienti e considero questo un punto di forza.

Questo mio ragionamento è nato perché, parlando con diversi espositori mi sono accorto che, sempre più spesso, chi ha stand con finiture a dir poco disastrose dichiara di non essere interessato a cambiare, che ha il suo allestitore storico con cui si trova bene. Il problema è che, chi passa davanti a questi stand, ha un'idea dell'azienda che espone davvero negativa.

A mio parere, come spesso capita, la verità sta nel mezzo!
E' vero che continuare a cambiare allestitore è controproducente ma dall'altra parte non bisogna fossilizzarsi su un partner unico per pura pigrizia.

Il mio lavoro consiste nel progettare stand e nella scelta dell'allestitore giusto per i miei clienti. Proprio per questo motivo il problema della scelta degli allestitori mi coinvolge particolarmente. Anche per me il rapporto di fiducia con chi costruisce e monta gli stand è importante ma per contro è anche molto importante il continuo lavoro di ricerca e conoscenza di nuovi partner (ognuno con le sue caratteristiche) in modo da soddisfare al meglio le esigenze dei miei clienti.

Considero questa una discussione aperta.
Fatemi sapere il vostro parere!

Per approfondire questi ed altri argomenti nell'ambito delle fiere vienimi a trovarci su: www.studioallestimenti.blogspot.it

a presto!
Arch. Matteo Calvi

www.standallestimenti.it

domenica 18 settembre 2016

L'ILLUMINAZIONE NEGLI STAND - Un aspetto importante spesso sottovalutato

Chiunque abbia fatto un giro in fiera sa quanto uno stand ben illuminato si faccia notare rispetto ad uno illuminato male.
Questo affermazione risulta banale, ma quante volte esaminando il progetto del tuo stand sei stato molto attento ai prodotti da esporre, alla posizione dei loghi, alle comunicazioni, ma hai tralasciamo l'aspetto illuminotecnico?

D'altronde questa è una mancanza tutta italiana, a partire dalla facoltà di Architettura (almeno ai miei tempi) non era obbligatorio neanche un esame di illuminotecnica.

Cerchiamo di colmare questa lacuna dando alcune informazioni pratiche.


Gli aspetti che sarà meglio verificare quando analizzerai il progetto del tuo stand saranno i seguenti:

Intensità della luce: Si misura in Lumen.
Una abitudine errata, radicata negli anni, tendeva a usare i Watt che in realtà sono una misura legata unicamente al consumo elettrico.
Anni fa con le lampadine ad incandescenza si sapeva quanta luce faceva una lampada da 60W rispetto ad una da 100W.
Ora con l'illuminazione a Led i consumi si sono ridotti considerevolmente e la vecchia abitudine, ormai consolidata, ha perso ogni riferimento. La confusione regna sovrana!
Tabella di conversione Watt - Lumen:







Chiedi sempre quanti lumen emettono i corpi illuminanti installati nello stand!



Il colore della Luce: Si misura in Gradi Kelvin.
Come vedi dallo schema la luce varia in base al tipo di lampada che si usa e normalmente gli allestitori (se non hanno indicazioni precise) usano le luci che hanno in magazzino con il risultato di avere uno stand con luci gialle (calde) mischiate a luci fredde (bianche).
A meno che non sia voluto, allo scopo di differenziare zone diverse all'interno dello stand, l'utilizzo di luci con colori diversi non è mai bello.

In base alla mia esperienza normalmente la luce fredda (dai 5000° ai 6500° K) viene utilizzata negli stand dove i prodotti esposti appartengono all'area tecnica mentre la luce calda (dai 2700° ai 4000° K) risulta più intima, più rilassante e potrebbe venire utilizzata nel campo degli alimentari ed artigianato.
Ovviamente in fase di progettazione ogni soluzione potrà essere possibile purchè sia una scelta consapevole e non casuale.






Angolo di apertura del corpo illuminante: E' il valore in gradi che differenzia un faretto con luce puntiforme da uno con luce diffusa.

Questo valore è molto importante per illuminare al meglio ambienti aperti che hanno bisogno di luce diffusa rispetto ad ambienti espositivi dove il singolo oggetto deve essere messo in primo piano.
E' gestendo questi valori che possiamo creare ambienti di tipo museale o di tipo relazionale.
In fiera l'illuminazione corretta dei vostri prodotti esposti può e deve fare la differenza come anche l'illuminazione dell'area dove intrattenere rapporti con i vostri futuri clienti.

Questa breve guida ha lo scopo di fornire gli elementi utili per poter capire al meglio il progetto che ti viene presentato. Fai domande a chi ti presenta il progetto e se ti rendi conto che l'illuminazione non è stata studiata al meglio chiediti se proseguire con quel fornitore.
Troppo spesso si vedono in fiera stand strutturalmente impegnativi ma senza nessuno studio illuminotecnico e purtroppo i risultati sono deludenti.
Se consideriamo che uno stand illuminato bene costa esattamente la stessa cifra di uno illuminato male ci rendiamo conto di quanto sia importante questo aspetto.

Attendo vostri commenti, critiche e suggerimenti!

Per approfondire questi ed altri argomenti nell'ambito delle fiere vienici a trovare su: www.studioallestimenti.blogspot.it

a presto!
Arch. Matteo Calvi

www.standallestimenti.it

sabato 10 settembre 2016

TIPOLOGIE ESPOSITIVE: QUAL'E' QUELLA GIUSTA PER LA TUA AZIENDA?

Stai pensando a come dovrebbe essere lo stand della tua azienda ma non sai da dove cominciare?

Iniziamo facendo un po di chiarezza sui tipi di stand legati alla tipologia di azienda che espone:


Stand personalizzato espositivo: La tua azienda produce o commercializza dei prodotti che tu vuoi esporre nel tuo stand per farti conoscere? Questa è la tipologia che fa per te.
I prodotti potranno essere: 
- Esposti
- Mostrati tramite la grafica
- Esposti con una grafica di supporto che spieghi il prodotto. 
In questo tipo di stand io raccomando sempre di esporre quasi solo i prodotti di punta, i prodotti da evidenziare e spiegare nel modo giusto. Normalmente si parte con l'idea di esporre solo pochi prodotti, per poi arrivare a voler esporre praticamente l'intera gamma. 
Nel mio lavoro di progettazione sono quasi sempre coinvolto in questa eterna lotta!


 Stand personalizzato con aree relazionali: La tua è un'azienda di servizi che vuole spiegare al meglio ciò che fa e aprire nuovi contatti con possibili clienti? 
Questa tipologia è caratterizzata dalla grande quantità di grafica che spiega al meglio i vostri servizi offerti. 
Le aree nello stand saranno di tipo relazionale: Area Bar, divanetti e sale riunioni. 
Gli spazi dovranno essere accoglienti e dare la chiara idea del mondo che offrite. 
Ogni aspetto dell'ambientazione dovrà essere attentamente studiato per dare agli ospiti l'idea di quello che potrà essere la loro vita con il vostro supporto. 
Audiovisivi e supporti multimediali saranno dei validi mezzi informativi all'interno delle aree espositive.


Stand personalizzato chiuso: Questa tipologia quasi sempre viene utilizzata da aziende nel campo della moda, gioielleria o orologeria dove i prodotti vengono mostrati solo ad una utenza ristretta e selezionata. 
Il tutto nasce dalla necessità di fare in modo che i prodotti non vengano copiati dalla concorrenza. 
Ultimamente anche se molte aziende non hanno questa reale necessità, in quanto gli stessi prodotti sono già sul mercato e quindi copiabili, lo stand chiuso viene adottato per dare un'idea di esclusività e di alto valore. 
L'idea è: "Il mio è un prodotto nicchia ed io ti invito all'interno dello stand solo se sei davvero interessato"
I visitatori delle fiere sono spesso timidi e raramente entrano in uno stand chiuso a meno che non vi conoscono già!  
Attenzione, per adottare questa tipologia devi essere nella fiera giusta e con la tipologia giusta di prodotto.


Stand modulare: Indubbiamente è la soluzione più economica, anche perché quasi sempre l'ente fiera propone delle tipologie standard. 
Ovviamente non avete nessuna possibilità di personalizzazione e la differenza si gioca tutta sui prodotti esposti. 
Nonostante i prodotti che tu esponi "sicuramente" faranno la differenza rispetto alla concorrenza con questa tipologia non avrai nessuna possibilità di distinguerti dagli altri. 
A meno che non si tratti di una fiera che consente solo stand modulari, se nella stessa fiera ci sono anche stand personalizzati, è inutile mentire, sarete uno dei tanti di serie "B".


Le tipologie sopra analizzate sono il frutto di una analisi personale che punta alla semplificazione di quanto normalmente si vede in fiera. Per questo motivo se volete suggerirmi altre tipologie o farmi domande specifiche sono a vostra disposizione!

Fatemi sapere cosa ne pensate,

scrivetemi commenti, critiche ed altro!!!

Arch. Matteo Calvi