Allestimenti e Stand - Dalla Progettazione alla Realizzazione.

Blog finalizzato all'esame di tutti gli aspetti riguardanti gli Allestimenti fieristici.

sabato 1 ottobre 2016

COME SCEGLIERE L'ALLESTITORE GIUSTO

La domanda che inevitabilmente ci si pone nel momento in si decide di partecipare a una fiera è:
Come scegliere il giusto allestitore?
Partiamo subito col dire che non esiste un allestitore ideale, ma c'è un'ampia scelta in base al tipo di stand, alla dimensione e alla fiera.

In linea di massima si può dire che:
-a una grande azienda di allestimenti corrisponderà una maggiore garanzia nella buona riuscita degli stand ma inevitabilmente un prezzo maggiore;
-a una piccola azienda corrisponderà un maggiore rischio e un minor prezzo.

Inoltre:
-se il vostro stand è grande converrà rivolgesi a una grande azienda di allestimenti.
-se lo stand è piccolo converrà rivolgersi a una piccola realtà.

Ma
-nel campo degli allestimenti vale la regola che tutti fanno tutto.
Se a un piccolo allestitore proponete uno stand grande e magari anche soppalcato prenderà il lavoro e poi subappalterà parte o tutto il lavoro ad altre aziende. Questo non vuole dire che lo stand verrà male ma, se chi coordina tutto il lavoro non è più che scrupoloso, qualcosa in fase di montaggio, all'ultimo momento, potrebbe non tornare.
Se a un grande allestitore commissionate un piccolo stand molto probabilmente prenderà il lavoro sotto gamba senza dare al vostro stand la giusta importanza commettendo delle leggerezze che porterebbero a un lavoro approssimativo e imperfetto.

Quanto scritto sopra, beninteso, potrà essere sicuramente smentito ma è un principio generalmente valido.

Altro fattore da prendere in considerazione nella scelta dell'allestitore è il posizionamento rispetto alla fiera. Se si deve fare uno stand a Rimini e si sceglie un allestitore di Rimini quasi sicuramente si riuscirà a farsi fare un prezzo più basso in quanto i prezzi di trasporto e di trasferta saranno quasi nulli, Inoltre in caso di imprevisti durante il montaggio e durante la fiera, la vicinanza giocherà sicuramente a favore della veloce risoluzione dei problemi.
Nel momento in cui si fanno diverse fiere in giro per l'Europa il principio allestitore vicino alla fiera non ha più senso!

Spesso scegliere un allestitore vicino alla propria azienda può avere i suoi vantaggi. In fase definizione dello stand, nelle fasi precedenti all'inizio del montaggio in fiera, avere la possibilità di incontrarsi materialmente con l'allestitore per discutere e decidere insieme a lui i dettagli può essere molto importante!

Insomma, non ci sono regole fisse per la scelta dell'allestitore ma una serie di variabili che ampliano di molto le possibilità in gioco.

Inoltre c'è sempre da dire che, a meno che non si conosca già qualcuno, andare alla cieca è sempre un salto nel buio.
E' necessario fidarsi dell'impressione che lascia chi è venuto a presentare il progetto (sulla prima impressione leggete questo: Lo stand giusto per la tua Azienda ) anche se spesso prima di firmare il preventivo è tutto un SI con  massima disponibilità.... e dopo la firma ogni richiesta è un'aggiunta costosa!


Il mio lavoro, oltre alla progettazione, consiste nella scelta degli allestitori giusti per i miei clienti.
Se avete domande non esitate a contattarmi, qualche buon consiglio ve lo posso dare!

Per approfondire questi ed altri argomenti nell'ambito delle fiere vienimi a trovarci su: www.studioallestimenti.blogspot.it

a presto!
Arch. Matteo Calvi

sabato 24 settembre 2016

ALLESTITORE ABITUALE, PRO E CONTRO

Passando molto tempo in fiera a contatto con chi espone ho individuato due macro categorie:

- Chi è incrollabilmente legato al proprio allestitore nel bene o nel male.

- Chi è sempre interessato a nuove proposte, a nuovi progetti ed in base alle esigenze di comunicazione e della fiera è disposto ad analizzare nuovi partner


Spesso mi sono chiesto quale possa essere la strada giusta.

Non posso dire che affidarsi ad un allestitore, che dopo anni di lavoro con te conosce le esigenze della tua azienda, sia la scelta sbagliata. Sicuramente è la scelta più comoda (non hai bisogno di spiegare tutto nuovamente al nuovo allestitore) gli dai la pianta della fiera e lui adatta il tuo vecchio stand alla nuova area. Bisogna però stare attenti che, con il passare degli anni, le attenzioni ai dettagli e alle finiture non vadano sempre più diminuendo!

Cambiare allestitore vuole dire rimettere tutte le carte in gioco, ricercare il partner giusto, spiegargli tutto, analizzare nuovi progetti e correggere le inesattezze che inevitabilmente un nuovo partner commette. Per contro la cura dello stand quasi sicuramente sarà migliore in quanto l'allestitore farà di tutto per iniziare con il piede giusto un rapporto con il nuovo cliente.

Il mio non vuole essere una esortazione a cambiare allestitore spesso! Io stesso collaboro da anni con i miei clienti e considero questo un punto di forza.

Questo mio ragionamento è nato perché, parlando con diversi espositori mi sono accorto che, sempre più spesso, chi ha stand con finiture a dir poco disastrose dichiara di non essere interessato a cambiare, che ha il suo allestitore storico con cui si trova bene. Il problema è che, chi passa davanti a questi stand, ha un'idea dell'azienda che espone davvero negativa.

A mio parere, come spesso capita, la verità sta nel mezzo!
E' vero che continuare a cambiare allestitore è controproducente ma dall'altra parte non bisogna fossilizzarsi su un partner unico per pura pigrizia.

Il mio lavoro consiste nel progettare stand e nella scelta dell'allestitore giusto per i miei clienti. Proprio per questo motivo il problema della scelta degli allestitori mi coinvolge particolarmente. Anche per me il rapporto di fiducia con chi costruisce e monta gli stand è importante ma per contro è anche molto importante il continuo lavoro di ricerca e conoscenza di nuovi partner (ognuno con le sue caratteristiche) in modo da soddisfare al meglio le esigenze dei miei clienti.

Considero questa una discussione aperta.
Fatemi sapere il vostro parere!

Per approfondire questi ed altri argomenti nell'ambito delle fiere vienimi a trovarci su: www.studioallestimenti.blogspot.it

a presto!
Arch. Matteo Calvi

www.standallestimenti.it

domenica 18 settembre 2016

L'ILLUMINAZIONE NEGLI STAND - Un aspetto importante spesso sottovalutato

Chiunque abbia fatto un giro in fiera sa quanto uno stand ben illuminato si faccia notare rispetto ad uno illuminato male.
Questo affermazione risulta banale, ma quante volte esaminando il progetto del tuo stand sei stato molto attento ai prodotti da esporre, alla posizione dei loghi, alle comunicazioni, ma hai tralasciamo l'aspetto illuminotecnico?

D'altronde questa è una mancanza tutta italiana, a partire dalla facoltà di Architettura (almeno ai miei tempi) non era obbligatorio neanche un esame di illuminotecnica.

Cerchiamo di colmare questa lacuna dando alcune informazioni pratiche.


Gli aspetti che sarà meglio verificare quando analizzerai il progetto del tuo stand saranno i seguenti:

Intensità della luce: Si misura in Lumen.
Una abitudine errata, radicata negli anni, tendeva a usare i Watt che in realtà sono una misura legata unicamente al consumo elettrico.
Anni fa con le lampadine ad incandescenza si sapeva quanta luce faceva una lampada da 60W rispetto ad una da 100W.
Ora con l'illuminazione a Led i consumi si sono ridotti considerevolmente e la vecchia abitudine, ormai consolidata, ha perso ogni riferimento. La confusione regna sovrana!
Tabella di conversione Watt - Lumen:







Chiedi sempre quanti lumen emettono i corpi illuminanti installati nello stand!



Il colore della Luce: Si misura in Gradi Kelvin.
Come vedi dallo schema la luce varia in base al tipo di lampada che si usa e normalmente gli allestitori (se non hanno indicazioni precise) usano le luci che hanno in magazzino con il risultato di avere uno stand con luci gialle (calde) mischiate a luci fredde (bianche).
A meno che non sia voluto, allo scopo di differenziare zone diverse all'interno dello stand, l'utilizzo di luci con colori diversi non è mai bello.

In base alla mia esperienza normalmente la luce fredda (dai 5000° ai 6500° K) viene utilizzata negli stand dove i prodotti esposti appartengono all'area tecnica mentre la luce calda (dai 2700° ai 4000° K) risulta più intima, più rilassante e potrebbe venire utilizzata nel campo degli alimentari ed artigianato.
Ovviamente in fase di progettazione ogni soluzione potrà essere possibile purchè sia una scelta consapevole e non casuale.






Angolo di apertura del corpo illuminante: E' il valore in gradi che differenzia un faretto con luce puntiforme da uno con luce diffusa.

Questo valore è molto importante per illuminare al meglio ambienti aperti che hanno bisogno di luce diffusa rispetto ad ambienti espositivi dove il singolo oggetto deve essere messo in primo piano.
E' gestendo questi valori che possiamo creare ambienti di tipo museale o di tipo relazionale.
In fiera l'illuminazione corretta dei vostri prodotti esposti può e deve fare la differenza come anche l'illuminazione dell'area dove intrattenere rapporti con i vostri futuri clienti.

Questa breve guida ha lo scopo di fornire gli elementi utili per poter capire al meglio il progetto che ti viene presentato. Fai domande a chi ti presenta il progetto e se ti rendi conto che l'illuminazione non è stata studiata al meglio chiediti se proseguire con quel fornitore.
Troppo spesso si vedono in fiera stand strutturalmente impegnativi ma senza nessuno studio illuminotecnico e purtroppo i risultati sono deludenti.
Se consideriamo che uno stand illuminato bene costa esattamente la stessa cifra di uno illuminato male ci rendiamo conto di quanto sia importante questo aspetto.

Attendo vostri commenti, critiche e suggerimenti!

Per approfondire questi ed altri argomenti nell'ambito delle fiere vienici a trovare su: www.studioallestimenti.blogspot.it

a presto!
Arch. Matteo Calvi

www.standallestimenti.it

sabato 10 settembre 2016

TIPOLOGIE ESPOSITIVE: QUAL'E' QUELLA GIUSTA PER LA TUA AZIENDA?

Stai pensando a come dovrebbe essere lo stand della tua azienda ma non sai da dove cominciare?

Iniziamo facendo un po di chiarezza sui tipi di stand legati alla tipologia di azienda che espone:


Stand personalizzato espositivo: La tua azienda produce o commercializza dei prodotti che tu vuoi esporre nel tuo stand per farti conoscere? Questa è la tipologia che fa per te.
I prodotti potranno essere: 
- Esposti
- Mostrati tramite la grafica
- Esposti con una grafica di supporto che spieghi il prodotto. 
In questo tipo di stand io raccomando sempre di esporre quasi solo i prodotti di punta, i prodotti da evidenziare e spiegare nel modo giusto. Normalmente si parte con l'idea di esporre solo pochi prodotti, per poi arrivare a voler esporre praticamente l'intera gamma. 
Nel mio lavoro di progettazione sono quasi sempre coinvolto in questa eterna lotta!


 Stand personalizzato con aree relazionali: La tua è un'azienda di servizi che vuole spiegare al meglio ciò che fa e aprire nuovi contatti con possibili clienti? 
Questa tipologia è caratterizzata dalla grande quantità di grafica che spiega al meglio i vostri servizi offerti. 
Le aree nello stand saranno di tipo relazionale: Area Bar, divanetti e sale riunioni. 
Gli spazi dovranno essere accoglienti e dare la chiara idea del mondo che offrite. 
Ogni aspetto dell'ambientazione dovrà essere attentamente studiato per dare agli ospiti l'idea di quello che potrà essere la loro vita con il vostro supporto. 
Audiovisivi e supporti multimediali saranno dei validi mezzi informativi all'interno delle aree espositive.


Stand personalizzato chiuso: Questa tipologia quasi sempre viene utilizzata da aziende nel campo della moda, gioielleria o orologeria dove i prodotti vengono mostrati solo ad una utenza ristretta e selezionata. 
Il tutto nasce dalla necessità di fare in modo che i prodotti non vengano copiati dalla concorrenza. 
Ultimamente anche se molte aziende non hanno questa reale necessità, in quanto gli stessi prodotti sono già sul mercato e quindi copiabili, lo stand chiuso viene adottato per dare un'idea di esclusività e di alto valore. 
L'idea è: "Il mio è un prodotto nicchia ed io ti invito all'interno dello stand solo se sei davvero interessato"
I visitatori delle fiere sono spesso timidi e raramente entrano in uno stand chiuso a meno che non vi conoscono già!  
Attenzione, per adottare questa tipologia devi essere nella fiera giusta e con la tipologia giusta di prodotto.


Stand modulare: Indubbiamente è la soluzione più economica, anche perché quasi sempre l'ente fiera propone delle tipologie standard. 
Ovviamente non avete nessuna possibilità di personalizzazione e la differenza si gioca tutta sui prodotti esposti. 
Nonostante i prodotti che tu esponi "sicuramente" faranno la differenza rispetto alla concorrenza con questa tipologia non avrai nessuna possibilità di distinguerti dagli altri. 
A meno che non si tratti di una fiera che consente solo stand modulari, se nella stessa fiera ci sono anche stand personalizzati, è inutile mentire, sarete uno dei tanti di serie "B".


Le tipologie sopra analizzate sono il frutto di una analisi personale che punta alla semplificazione di quanto normalmente si vede in fiera. Per questo motivo se volete suggerirmi altre tipologie o farmi domande specifiche sono a vostra disposizione!

Fatemi sapere cosa ne pensate,

scrivetemi commenti, critiche ed altro!!!

Arch. Matteo Calvi

venerdì 22 luglio 2016

Progettare stand tra Utopie e Tecnicismo

Prima di finire gli studi mi è capitata la fortuna di lavorare con un gruppo con cui esponevamo in diverse mostre in tutta Italia. Il lavoro con questo gruppo ha portato a grandi soddisfazioni tra cui una mostra al Peggy Guggenheim di Venezia.
Terminare architettura con a curriculum diverse esposizioni mi dava molte speranze per il futuro.

Poi ho cominciato a lavorare, prima in uno studio di architettura come disegnatore Cad, poi in una azienda che faceva arredi (sempre come disegnatore) ed infine in una delle più grosse aziende di allestimenti fieristici in Italia come Project manager, gestendo i lavori e facendo preventivi.
Insomma, di progetti ben pochi, se non come coordinatore ma tanta gavetta ed esperienza pratica.

In tutti questi anni i progetti li vedevo arrivare e dovevo fare in modo che venissero costruiti risolvendo i problemi tecnici e calcolandone il valore.
Come spettatore ho sempre osservato i lavori di altri e mi sono accorto che generalmente si dividono in due macro categorie:
- Progetti con poca creatività ma grande senso pratico
- Progetti molto creativi ma irrealizzabili o realizzabili con costi molto alti.

Devo innanzitutto premettere che la progettazione fieristica può permettersi di esprimere il massimo della creatività in quanto non deve durare nel tempo (come la progettazione architettonica) ma deve stupire ed esprimere concetti a colpo d'occhio. Il tutto si esaurisce nell'attimo in cui il visitatore arriva nello stand, la comunicazione avviene in un istante e poi esaurisce.
Per questo motivo, devo ammettere, progettare stand è davvero esaltante!

Ora però torniamo all'analisi dei progetti: Pratici o creativi?
Questo è il problema!

Avendo passato anni dall'altra parte della barricata, cercando di trovare la soluzione per realizzare progetti irrealizzabili so che cosa vuole dire trovarsi davanti il progettista "artista" di turno che ti dice questo è il mio progetto, ora pensaci tu, e so anche che spesso un atteggiamento del genere si traduce in una serie di distorsioni del progetto che spesso ne vanificano l'idea creativa.
Dall'altra parte, ora che progetto, so anche che i clienti vengono da me perché si aspettano qualcosa di diverso dal progetto che gli può fare l'allestitore che non va certo a complicarsi la vita!

La progettazione degli stand per essere all'altezza del ruolo richiesto dai clienti deve essere una continua ricerca tra i materiali (sempre nuovi ) diversi utilizzi e le tecniche di costruzione.
Spesso la soluzione per il progetto di uno stand si gioca tutto nella trovata che unisca soluzione tecnica di facile realizzazione ed impatto scenico.


Continua ricerca, analisi di nuovi materiali, studi illuminotecnici e buona conoscenza delle tecniche costruttive sono le armi in mano ad un progettista di stand.

Per ora chiudiamo qui l'argomento anche se la mia speranza è che questo articolo possa essere oggetto di accese discussioni.
Attendo vostri commenti, critiche e suggerimenti!

Per approfondire questi ed altri argomenti nell'ambito delle fiere vienimi a trovarci su: www.studioallestimenti.blogspot.it

a presto!
Arch. Matteo Calvi

www.standallestimenti.it

giovedì 21 luglio 2016

PROGETTO DI UNA COLLETTIVA - Un esempio pratico


Progetto stand per Collettive ICE - Istituto Commercio Estero.

La tradizione unita all'innovazione è ciò che distingue la forza produttiva dell'Italia all'estero.
Altro elemento fondamentale è la grande attenzione al rispetto della Natura e alla totale riciclabilità degli elementi. E' proprio osservando la Natura che riusciamo a esprimere forte modularità e nello stesso tempo flessibilità:
Lo scheletro è l'ossatura che ci permette di costruire le strutture in base alle singole esigenze degli espositori;
Il rivestimento è la pelle che esprimendo una grande varietà di caratteri ci permette di giocare con le forme più varie.

Sviluppo

Ogni azienda non deve uniformarsi in uno standard espositivo che ne limiti i valori che la contraddistingue.
Lo studio parte da una struttura modulare che faccia da ossatura flessibile e facilmente adattabile alle diverse tipologie di stand in modo da creare con la massima libertà gli spazi che maggiormente si adattano alle esigenze di ogni singolo cliente unendo le necessità pratiche di una collettiva con la grande forza comunicativa che l'Italia ha da sempre saputo trasmettere.
Una volta costruita l'ossatura il passo successivo è il rivestimento, la pelle, studiata in pannelli modulari facilmente asportabili ed intercambiabili in modo da poter decidere e "giocare" con le finiture con la massima libertà.
Tutta la parte impiantistica (cavi elettrici, audio e video) potrà passare all'interno dell'intelaiatura lasciando le pareti esteticamente libere da qualsiasi ingombro. In più ogni modifica al passaggio cavi potrà essere fatta semplicemente asportando un pannello e riposizionandolo ad intervento effettuato.
L'assemblaggio del tutto è studiato per essere completamente "a secco" (senza l'utilizzo di idropittura o smalti) con il grande vantaggio di avere veloci tempi di montaggio e finiture sempre tecnicamente pulite e curate.

Immagini di progetto
Partendo da una struttura comune, la progettazione in base alle tipologie di beni esposti, è una variabile che si gioca tutta sugli spazi espositivi e finiture dei pannelli di tamponamento.

Di seguito le tipologie oggetto di progettazione:



Tipologia Beni Strumentali



Tipologia Beni di Consumo



Tipologia Agroalimentare



Area Info - Lounge



Schede Tecniche elementi

Struttura

Telaio in abete Modulo Cm 98x269 - Predisposti con 12 bussole filettate per il fissaggio dei pannelli di rivestimento.









Telaio in abete mezzo Modulo Cm 50x269 - Predisposti con 12 bussole filettate per il fissaggio dei pannelli di rivestimento.










Telaio in abete Modulo Singolo Cm 98x93 - Predisposti con 4 bussole filettate per il fissaggio dei pannelli di rivestimento.










Listone in abete Cm 4x4 h. 296 - Predisposti per fissaggio moduli.












Rivestimenti


Pannello rivestimento Modulo Cm 98,17 x 98,17 Spessore mm 4 - Predisposti con 4 fori e viti a testa tonda. Varietà delle finiture come da progetto.










Pannello rivestimento Modulo Cm 196,84 x 98,17 Spessore mm 4 - Predisposti con 4 fori e viti a testa tonda. Varietà delle finiture come da progetto.










Pannello rivestimento Modulo Cm 295,51 x 98,17 Spessore mm 4 - Predisposti con 4 fori e viti a testa tonda. Varietà delle finiture come da progetto.










Pannello rivestimento Modulo Cm 50,42 x 295,51 Spessore mm 4 - Predisposti con 4 fori e viti a testa tonda. Varietà delle finiture come da progetto.











Accessori

Pannello retroilluminato Modulo Cm 98,17 x 98,17 in plexiglass Spessore mm 4 graficizzato - La retroilluminazione avviene tramite 4 strisce LED posizionate sui lati interni del telaio.










Vetrina espositiva comprensiva di struttura in nobilitato bianco con faretti incassati e vetro temperato. Il tutto predisposto per il fissaggio al telaio modulare.









Asta appenderia in acciaio cromato predisposta per il fissaggio sui telai modulari.







Set di n. 4 mensole in Nobilitato bianco bordato predisposte per aggancio alla struttura modulare.











Set di n. 4 mensole in vetro trasparente temperato predisposte per aggancio alla struttura modulare.











Porta blister composto da lamiera forata ed agganci in ferro cromato.












Pannello porta.












Pannello di chiusura interno ripostiglio.

sabato 25 giugno 2016

Quanto costa uno stand di 50 Mq?

Tutto nasce dalla domanda "Quanto costa uno stand di 50 Mq?"

Di per sè la domanda potrebbe essere plausibile!
Hai acquistato un'area in fiera e ti chiedi "quanto spendo per allestirla?"
Chiedi a due o tre allestitori e quello che ti fa il prezzo più basso (o magari il prezzo medio che ti ispira fiducia) fa il lavoro!

Nella realtà questa domanda nasconde  tutta una serie di incomprensioni che ora vedremo di spiegare.

Prima di tutto la fiera è un mondo in cui non è sempre vero che 'basta esserci',
come in tutti i mercati non basta essere presenti ma bisogna:
- Conoscere la fiera e chi saranno i visitatori (Rivenditori, Utilizzatori finali, Buyer, ecc.).
- Sapere chi saranno gli altri espositori, i vostri diretti concorrenti che partecipano alla stessa fiera.
- Sapere come si presenteranno in fiera i vostri competitor.
e domande fondamentali:
- Qual è la differenza tra voi e i vostri diretti concorrenti che parteciperanno alla fiera, cosa vi caratterizza?
- Qual è il messaggio diretto e chiaro che volete comunicare ai visitatori della fiera, Vostri potenziali clienti?


Esempio di messaggio diretto e chiaro

Una volta analizzati questi punti e risposto alle domande (cosa che capisco non essere per nulla facile) sei pronto per partecipare a una fiera!
Ora puoi chiamare un allestitore e chiedere un progetto e di conseguenza un preventivo.

Attenzione! Sovente agli allestitori fa buon gioco un cliente che chiede "quanto al Mq?" poichè, utilizzando gli elementi che hanno già a magazzino e facendo le solite quattro domande:
- Reception?
- Ripostiglio?
- Banco bar?
- Tavolini alti o bassi?
- Sala riunioni?
mettono su uno stand con:
- Il logo bello in alto e ben illuminato
- I colori aziendali
- 4 piante (se ti piacciono)
... e alla fine l'impatto visivo piace!
L'allestitore che riesce a rigirarti al meglio i suoi elementi a magazzino ha vinto e fa il lavoro!

Tanto poi si sa!
"a quella manifestazione dobbiamo esserci ma sono soldi buttati!"
Quante volte ho sentito questa frase! Nulla di più sbagliato!
Come in tutte le realtà lo scopo è riuscire a conquistarsi la propria fetta di mercato ponendosi nel modo giusto.

Ora passiamo ai consigli pratici:
- Diffidate di chi vi fa un progetto facendovi le solite 4 domande.
- Diffidate di chi non vi vuole conoscere.
Io prima di fare un progetto voglio sempre andare al trovare il cliente, vedere l'azienda, capire come lavora, quali sono i punti di forza! Non sembra ma conoscendo il cliente ed entrando in azienda si capiscono molte più cose di quanto si pensi!
- Analizza i punti di forza della tua azienda rispetto ai tuoi concorrenti e assicurati che questi vengano capiti da chi ti fa il progetto.
- A questo punto puoi analizzare quanto costa il tuo stand e, con alla mano due o tre progetti e rispettivi preventivi, fare la tua scelta.

Nella speranza che questo articolo ti possa essere utile auguro alla tua azienda una buona fiera!

Per approfondire questi ed altri argomenti nell'ambito delle fiere vienimi a trovarci su: www.studioallestimenti.blogspot.it

a presto!
Arch. Matteo Calvi